| 23 Ottobre 2008, 10:40 |
Non pensi quindi non seiParlando di spiritualità è interessante notare come la religione rientri nell'argomento solo come cenno riguardante le persone che sono totalmente prive di rispetto per sé stessi.Non avere una propria comprensione di sé non è una mancanza cui si debba per forza trovare una soluzione. Nello scenario della ricerca del senso della vita è sempre più importante il percorso che si segue piuttosto che la risposta stessa; perché la risposta potrebbe benissimo non esistere o non essere in una forma per ognuno noi comprensibile. Ma sapere di avere qualcosa da voler risolvere e interpretare ogni cosa che succede nell'ottica del rapporto tra sé stessi e tutto il resto è l'essenza stessa della spiritualità. Quelli che vogliono la risposta, pensano di averla o ancora più risibilmente pensano di poter istruire gli altri sono coloro che fanno precipitare l'uomo nel baratro della presunzione e non hanno nessuna speranza di evolvere il pensiero umano, ispirare fiducia come individui o trovare la propria armonia. La risposta come sempre è dentro di ognuno di noi e quando permettiamo a qualcun altro di infilare nella nostra anima le loro vergogne, non facciamo altro che lasciarci invadere da paure che non ci appartengono. |
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| 11 Luglio 2008, 15:55 |
Homo MendaxIl desiderio di truffa è la vostra caratteristica dominante.Non è una necessità di dimostrare il proprio potere; questo atteggiamento non ha l'effetto pratico di migliorare la vostra vita, al contrario vi infanga sempre di più. Ma non ne potete nulla ed effettivamente non vi interessa: è solo la vostra più subdola pulsione e dimostra che non avete mai avuto voglia di incuriosirvi delle cose e di scoprire il rapporto che potete avere con ciò che vi circonda. L'invidia vi brucia dietro agli occhi ogni volta che trovate qualcuno che ne sa più di voi e finite con l'inventarvi la vostra verità e usarla per confutare le conoscenze altrui. Ogni evento ha troppa logica, questo insulso meccanismo di causa/effetto della natura rischia di essere troppo ovvio per chiunque. E allora la soluzione è stata cambiare la percezione comune delle cose: l'uomo si è vestito di copie distorte della realtà e ha cominciato a vivere in quelle immagini, pubblicizzandole come religioni, princìpi razziali o strategie politiche. Voi non avete mai percepito la realtà, ma pensate che la realtà sia ciò che percepite. |
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| 11 Luglio 2008, 14:39 |
Tutte le parole rimano con ipocrisiaNon ne sapete un cazzo.Veramente mi fa incazzare sentire tutti i vostri punti di vista totalmente costruiti; non avete la minima idea di ciò di cui state parlando. Principalmente perché non conoscete voi stessi e non potete veramente sapere cosa provate. In secondo luogo, ogni cosa che sapete è finta. O meglio, ogni vostra emozione/opinione sono state costruite perché la pensiate così. E non crediate che sia un unico punto di vista, ve ne offrono diversi, uno all'opposto dell'altro in modo che possiate scegliere quello che preferite e vi scanniate tra di voi. Non vi danno tutti i gusti, ma abbastanza da poter mascherare la frustrazione nel non riconoscervi con nulla. Siete dei falliti. Falliti in Vita. E' una tristezza che dio non esista e che non avrete l'occasione di scoprire quanto siete stati infami e che avete sempre vissuto nell'inganno. Avete già ucciso i vostri dèi, questa è la cosa più ridicola, non vi siete accontentati di nascondere quello reale, ne avete fabbricati di finti e avete passato i secoli a offenderne le immagini. Lo so perché, non ho domande da farvi. Più allenate la gente a usare la loro coscienza in modo insulso, più ne avrete il controllo. Ma ve ne rendeste conto almeno...Invece è solo un qualcosa che fate per imitazione, come un bambino che gioca a fumare o a guidare un'auto perché ha visto i propri genitori farlo. E allo stesso modo: non avrete nessuno dei "benefici" che otterreste nel fare la cosa reale. Spostando l'analogia a livello sessuale, siete degli impotenti in un'orgia di bambole gonfiabili. Non avete i mezzi anche solo per intuire che ci sono altre verità. |
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| 08 Luglio 2008, 17:29 |
Non credo proprioA volte mi sembrano solo troppo stupidi per poter veramente gestire le cose, e allora fanno in modo che tutti si sentano forti e in controllo come loro.Vi hanno insegnano a comportarvi sempre da maschio alfa, a pensare che ciò che volete vi è dovuto. Vi hanno insegnato a non dare risposte e quindi a non apettarvene. Vi hanno costretto a desiderare di sedere sul tetto del mondo, a dover essere i primi per forza. Questa sensazione di vittoria che vi è stata incisa nei geni è il loro trucco per non farvi sentire delusi. E' il trucco più facile della terra. Ci cascherebbe anche una scimmia. Altre volte ho paura che stiano solo giocando. Davvero, non riesco a immaginare quale possa essere l'obiettivo di una persona (o un gruppo di persone) costretta a tenere sotto scacco il senso d'intuito o la mancanza di fiducia di milioni di persone; non riesco a immaginare che questa persona stia facendo tuitto per il suo futuro o per i suoi figli, sarebbe a pezzi ora come ora e la si potrebbe distruggere con uno sguardo. Mi immagino questi grandi fratelli come se fossero dei Mengele che torturano la società senza neanche sapere perchè, creando sfiducia. E' questo quello che vogliono? Sono forse allora il prototipo di ciò che volevano ottenere? Li odio ma non gli torcerei un capello; non li ascolto ma so cosa dicono; vedo solo orrori ma non voglio migliorare le cose. E' davvero questo il fine ultimo: togliere la voglia anche a chi si vorrebbe opporre? Funziona, decisamente. La sensazione di potere è qualcosa che non hai bisogno di dimostrare a nessuno: dentro la loro stanza con le finestre affacciate sul mondo, ridono istericamente e si compiacciono dei loro scherzi. La mente di ogni uomo è quella stanza: attraverso gli occhi delle persone non vedo che lo stesso buio in cui vi hanno rinchiusi e non so se devo avere più paura del mondo che avete creato insieme a loro o del vuoto che siete stati capaci di farvi scavare dentro. |
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| 16 Giugno 2008, 15:27 |
Nulla, ma criptatoSarebbe il caso di cominciare a pensare ad un nome per il gruppo.Non me ne frega un granchè a dire la verità, come tutte le cose che riguardano qualcosa di intimo (e la musica è solo un linguaggio per esprimere quello che provo) non ho un reale bisogno di condividerlo con altri o di fornire mezzi per rendermi riconoscibile. Non voglio fornire elementi per identificarsi con me o con la mia musica a nessuno; è assurdo come le persone cerchino continuamente dei modelli da seguire, dimostrando di essere terrorizzati nella valutazione delle esperienze personali e di non sentirsi sicuri nel formulare un punto di vista proprio. Il vero obiettivo nel condividere le passioni con gli altri è riconoscere un parte di sè stessi in una qualche manifestazione dello spirito altrui e scoprire nuovi linguaggi per esprimere qualcosa che si è amato da sempre. La gente non si preoccupa delle parole stuprate dei loro significati usate per propaganda ma si preoccupa di sapere a memoria il testo di una canzone e di sapere se ne si condivide il messaggio; significati che non hanno nessun diritto di essere considerati parte della musica: oltre alla cadenza, agli accenti, al ritmo insomma, c'è solo il rischio di essere ingannati dalle parole. Il senso del nome quindi dovrebbe essere inesistente, estremamente oscuro o totalmente stupido. Anche per la forma si possono trovare diverse soluzioni, l'unica cosa da evitare è la lingua inglese, perchè in quanto lingua universalmente conosciuta identificherebbe il nome del gruppo come un messaggio il cui significato deve essere compreso da più persone possibile. Per ora credo che mi piaccia NYERHYTH. |
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| 21 Maggio 2008, 15:18 |
Mio!Non potete rispondere, no.Non dovreste neanche poter leggere a dir la verità, ma pensare di offendere qualcuno e lasciarlo con la frustrazione di non potermi aggredire è qualcosa che mi da tanto piacere da disinteressarmi al fatto che in realtà non ho intenzione di condividere nulla del mio animo. |
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| 12 Maggio 2008, 16:34 |
BuonumoreIn certi giorni mi è sufficiente ricordare che morirete tutti, per farmi sentire meno pessimista.Finalmente posso vedere il bicchiere mezzo vuoto e stavolta non mi curo se mi ruberete la metà piena, non ho più bisogno di altre conferme. Siete dei ladri, mentite per impossessarvi della fiducia degli altri per costruire le vostre certezze. Pretendete di risolvere i vostri dubbi invece di aumentare le domande che dovreste porvi. Tra tutte le creature mortali, non c'è altra razza che eguagli questa supponenza; ma, per le sudice mutande delle madri dei vostri idoli, siete mortali! |
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| 30 Aprile 2008, 15:46 |
L'inferno è uno stato mentaleQualsiasi cosa sia dio, di sicuro gli fanno schifo ebrei, musulmani e cristiani, quasi quanto fanno schifo a me.Nel significato più largo e accettato dai filosofi e scienziati (fede contrapposta al pensiero spontaneo e appassionato), dio è ovunque, eterno, onnipotente; l'idiozia degli uomini di fede non riesce a capire che queste sono caratteristiche perfettamente accettabili anche dagli uomini di scienza. Dio non da il dono della vita o punisce con la morte (non dimentichiamo che quel fantasma che chiamano Gesù promette vita eterna nell'aldilà; non può significare che la vita è Giustizia e la morte è dolore...mavaffanculo): dio è la Vita, e la Vita non è che la combinazione della vita, della morte e soprattutto di chissà cos'altro. E' tutto così ridicolo. Il concetto di dio è quanto di più ovvio chiunque, anche un animale o una pianta, possa sperimentare: dio è ovunque (la Vita è ovunque) e chi se non essere viventi possono sperare di fare un'esperienza di dio direttamente dentro di loro? Ma ancora più divertente mi viene da considerare cosa NON sia vita: nulla. Tutto è vivo, anche la Terra e allora anche la sabbia e le rocce....un bel sorriso, è o non è un concetto universale questo? Il significato di dio. Nient'altro che dio stesso, la Vita, tutto, o forse anche solo quello che credo di sperimentare. Le religioni hanno la presunzione di imporre a dio le loro aspettative. Che tutto sia in funzione solo dell'uomo, la creatura eletta... Quello che adoro di più è sapere che se ci credono davvero, sanno che andranno all'Inferno. Non mi interessa quanti soldi, quanto successo abbiano o quante battaglie riusciranno a vincere: nel momento della loro morte le fiamme della presunzione gli consumeranno l'anima. Spero molto rumorosamente. |
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